Poesia digitale è un esperimento di scrittura 2.0. Si tratta, evidentemente, di scrittura poetica. Ma Poesia digitale non è semplicemente la trascrizione su un sito internet di un corpus di poesie che avrebbero potuto essere pubblicate, tali e quali, all’interno di un libro o di una rivista. In primo luogo perché i testi pubblicati su Poesia digitale non sono mai solo verbali: le immagini qui non sono semplicemente ornamentali o accessorie. Non si tratta semplicemente di “illustrare” un discorso verbale: l’idea, l’ambizione, è di istituire un dialogo tra parole e immagini in modo che l’elemento testuale e l’elemento visivo si integrino vicendevolmente. In secondo luogo i testi verbali e visivi pubblicati su Poesia digitale sono – o almeno vorrebbero essere – testi aperti: testi che possono essere ricontestualizzati, risignificati e – entro certi limiti – modificati, dall’autore e dai lettori. Le diverse possibilità di interazione con i testi pubblicati su Poesia digitale sono descritte nella sezione Interazioni, che dovrebbe chiarire qual è la specificità della scrittura poetica 2.0.

Sempre che il sito funzioni. Naturalmente, come accade con tutti gli esperimenti, anche in questo caso c’è la concreta possibilità che i conti non tornino e che l’esperimento non riesca. Se anche fosse, bisogna ricordarsi sempre che un esperimento non riuscito non è necessariamente un’impresa inutile. Poiché si tratta di un esperimento che ha per molti versi un carattere di novità, un “brillante fallimento” rappresenterebbe già un buon risultato.
