Il legno della croce

La preghiera degli ultimi e il pianto, 
come parole impresse col fuoco, 	
sui marmi lucidi del tempio santo, 	
Dio che molto edifichi sul poco. 		

Il debole che cade in ginocchio,
la vittima che grida sottovoce,
il gemito che non trova orecchio:
sono un fiore sul legno della croce.

Ogni singolo istante di dolore,	
persino il silenzio che dispera,
per Te che scruti il profondo del cuore
se non è bestemmia, allora è preghiera.

La supplica degli ultimi e il pianto,
pietre angolari del tempio santo...
V. Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità

Mi sembra che un pittore abbia il dovere di cercare di mettere un’idea nella sua opera. Stavo cercando di dire questo in questa stampa – ma non posso dirlo in modo così bello, così sorprendente come la realtà, di cui questo è solo un debole riflesso visto in uno specchio scuro – che mi sembra che una delle prove più forti per l’esistenza di “qualcosa in alto” in cui Millet credeva, cioè nell’esistenza di un Dio e di un’eternità, è la qualità indicibilmente commovente che ci può essere nell’espressione di un vecchio come quello, senza che lui ne sia consapevole forse, mentre siede così tranquillamente in un angolo del suo focolare. Allo stesso tempo qualcosa di prezioso, qualcosa di nobile, che non può essere destinato ai vermi. … Questo è lontano da tutta la teologia – semplicemente il fatto che il più povero boscaiolo, contadino della brughiera o minatore può avere momenti di emozione e di umore che gli danno il senso di una casa eterna che gli è vicina“. V. Van Gogh (27 nov. 1882)

https://it.wikipedia.org/wiki/Sulla_soglia_dell%27eternit%C3%A0

https://krollermuller.nl/en/vincent-van-gogh-sorrowing-old-man-at-eternity-s-gate

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