Fratello senza casa e senza nome
non so da dove e nemmeno so come
giungesti ai bordi delle nostre strade;
non so perché soltanto oggi mi accade
di percepire per la prima volta
la tua miseria che nessuno ascolta
con gli occhi aperti dalla compassione…
Si legge ancora nella tua espressione
il fiero orgoglio dei tuoi antenati
berberi dagli occhi neri infiammati,
che attraversavano immensi deserti
sulle vie dei beduini più esperti
e la notte contavano le stelle
sui tappeti, tra fuochi e scintille1…
Quando ti vedono, poi, i conducenti
fingono di dover guardare avanti,2
s’induriscono nella faccia inquieta…
Io non riesco a negarti una moneta3
che nel deserto del tuo bisogno4
è una goccia di cui mi vergogno:
è un istante di umana simpatia
goffo, forse, ma senza ipocrisia,
che vorrebbe ripetere la sola
e l’unica parola che consola:5
beati i lavavetri e i mendicanti,
per loro c’è posto al fianco dei santi6