Desiderare a fatica si apprende
l’anima ignara così si protende,1
senza sapere che cosa si attende.
Bambini2 dentro una pelle da vecchi,
innamorati di sé negli specchi
e raggrinziti come frutti secchi:
mobili3 come banderuole al vento4
in balia dei capricci del momento,
passano il tempo in mezzo al lamento5.
Ma quelli della mia specie, invece
hanno un buco nel centro del cuore
e hanno addosso un inquieto furore
a cui tutto appare inferiore6.
La mia fame ha artigli da rapace7
e vaga senza meta e senza pace
in preda a una smania che è vorace8.
L’occhio che ha la misura del cielo9
ma vede come attraverso un velo
spesso confonde il mezzo con lo scopo,
aquila, dentro la tana del topo10