Le mani di Giuseppe il falegname mani abituate a donare ogni cosa dentro la stalla insieme al bestiame si sfregano inquiete e senza posa Le nocche dure come i nodi del legno le dita grosse abituate al lavoro e mani pronte ad offrire sostegno e mani ansiose di dare ristoro I palmi segnati da solchi profondi come le rughe della corteccia quando si chiudono i pugni rotondi il dorso è duro come la roccia Pronte a difendere il Bimbo inerme le mani di Giuseppe il Nazareno proprio non riescono a stare ferme e nell’attesa aggiustano il fieno… Sono le prime che lo hanno accolto le prime mani di tutta la storia che ora accarezzano il volto dell’umile Figlio del Re della gloria In questa santa notte imperscrutabile scandalo ieri e oggi e domani accade il miracolo più impensabile: Dio che s’affida alle nostre mani.

