Aggrappato alla mano di sua madre c'è un bambino che va all'asilo. Nei piedi gli saltellano leggiadre canzonette di cui perde il filo e in testa gli volteggia favoloso l’ardimento di qualche avventura. Tutto è nuovo per lui, tutto è curioso: traversare senza alcuna paura la furia di un incrocio rischioso, o schivare una merda di cane, agile e con un salto portentoso. Beata incoscienza, si usa dire. Però quando scorge il mendicante seduto su un cartone annichilire, lo guarda serio e capisce all’istante

