Era un mattino come tutti gli altri si intersecavano le andature nei tunnel e nei meandri dove celeri urtano vite oscure D’improvviso accadde l’incredibile la ragazza si sedette vicino profumava e quasi impercettibile gli sfiorò la gamba e poi il bacino Trattennero il respiro immobili sospesi al contatto di un gomito tra i rantoli del treno e i sibili protesi a ogni minimo fremito E il mondo intero sembrò arrestarsi e volgersi all’evento della scelta Sospirò prima di scendere, svelta, senza esitazione, senza voltarsi, abbandonandolo nell’impotenza per raggiungere le altre comparse irrilevanti della sua esistenza: volti di illusioni ormai scomparse Perché mai, per quale assurda ragione si sarebbe dovuta interessare della vita e della desolazione e del logoro bisogno di amare di un uomo ignoto capitato là? Per quale illogica necessità?

