Prima che la maschera dell’orgoglio sia calata sugli affanni del viso dissimulando dietro a un imbroglio la paura e un rammarico impreciso Prima che la vita di società restituisca ad ognuno il suo ruolo e di conseguenza la dignità lasciando ogni attore da solo Prima che la vanità tiri a lucido l’argenteria dei sorrisi splendenti inghiottendo un conato di acido che dallo stomaco sale tra i denti Prima che l’ideologia personale che misconosce le più gravi offese e che giustifica il proprio male abbia ricostruito la sue difese c’è un attimo, un breve momento in cui l’io più vero prende coscienza di sé stesso e della sua esistenza: sbalordito, in silenzio, sgomento È allora che di nuovo si sente sepolta nelle proprie interiora una voce flebile ma insistente che senza sosta implora

