Il mondo è caduto in depressione1.
La farmacia che cura la mente2
ha una fila di brave persone
tutte in attesa, ordinatamente,
del loro turno di prenotazione.
Le piaghe della nostra società
non spaventano il grande faraone:
anche al bisogno di felicità
la chimica ha trovato soluzione.
Tre milligrammi di tranquillità3,
una pastiglia dopo colazione,
senza bisogno di alcuna realtà,
senza alcun rischio o contraddizione.
Un’iniezione di vitalità
subito pronta e a disposizione4.
Ma perché non concederla a tutti?
Una distribuzione in larga scala5
e non soltanto ai casi più brutti,
non soltanto a chi soffre o si ammala,
ma anche per quelli dai sogni distrutti,
quando la voglia di vivere cala,
e per le infinite forme dei lutti
Farmaco o droga non c'è differenza,
per risanare un animo afflitto6,
per attutire la sofferenza:
prendersi cura non è un delitto7
e anche se fosse una dipendenza,
una dose di gioia è un diritto.
Osserviamo così con zelo e ardore8
il comando segreto e perentorio
l'inviolabile legge del dolore
che regola il nostro purgatorio:
sia per sempre il tuo corpo guarito
da ogni malattia, anche minima
e splendido come un bronzo scolpito,
che nessuna ferita ha scalfito
perché tu possa soffrire nell’anima9.