Dopo una serie di esperimenti di contaminazione del linguaggio della cultura di massa e della poesia tradizionale, torno a temi più “alti”, con una poesia ad argomento teologico intitolata chiamati per nomi. La poesia, sempre in endecasillabi a minore o a maiore e classica rima alternata, è in un certo senso un commento di Isaia 43:1: “ti ho chiamato per nome; tu sei mio!”
